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  L’amplesso perfetto?

Paulo Coelho non ha dubbi: dura 11 minuti, gli stessi che danno il titolo
ad un suo romanzo intitolato, appunto, “undici minuti”.





Curiosamente, le conclusioni dello scrittore Coelho non si discostano molto
da quelle cui sono giunti i ricercatori Eric W. Corty e Jenay M. Guardiani,
che nel 2008 hanno pubblicato sul Journal of Sex Medicine un articolo
(
“Percezioni della normale e anormale latenza eiaculatoria secondo i
sessuologi canadesi e americani: quanto dovrebbe durare l’amplesso?”
)
in cui affermano che l’amplesso “normale” dovrebbe durare dai tre ai tredici
minuti.

Corty e Guardiani hanno tentato di quantificare i tempi della durata
di un “normale” rapporto sessuale chiedendolo ai principali rappresentanti
della Società di Ricerca e Terapia Sessuale degli Stati Uniti e del Canada. 

Quattro sono i parametri identificati:
adeguato, auspicabile, troppo breve
e troppo lungo.


I risultati, che non comprendono i preliminari, sono i seguenti:

1. Adeguato: dai 3 ai 7 minuti
2. Auspicabile: dai 7 ai 13 minuti
3. Troppo breve: da 1 a 2 minuti
4. Troppo lungo: oltre i 13 minuti

Per Corty e Guardiani, dunque, il sesso è “normale” anche se dura “solo”
tre minuti.

Gli esperti in questione sottolineano tuttavia che 
queste sono indicazioni
di massima
 e che la cosa migliore è di non farsi influenzare dalle lancette
dell’orologio, dato che ogni individuo ha le sue peculiarità ed ogni coppia
ha una storia a se. Lo studio vorrebbe semplicemente dimostrare che 
i tempi da maratona sono spesso pura fantasia e non rispecchiano la vita
reale della maggior parte delle coppie.


Le aspettative circa il funzionamento sessuale sono dunque spesso
esagerate e si basano su stereotipi, opinioni distorte e/o su fantasie
irrealistiche: la conseguenza più ovvia è che le persone con tali aspettative
potrebbero percepire la propria (di lui e/o di lei) situazione come un disturbo.
Modificare le aspettative, sostituendo le fantasie con un modello realistico
della sessualità, è utile per prevenire delusioni e disfunzioni sessuali.

Anche per tali ragioni, concludono Corty e Guardiani, una persona che
percepisce i tempi di eiaculazione come troppo rapidi,
dovrebbe inizialmente
ottenere un counseling piuttosto che farmaci.

La ricerca dei due studiosi è di grande attualità: proprio in questi giorni
è stata infatti commercializzata in Italia una
nuova pillola contro l’eiaculazione
precoce. Poiché per alcuni uomini (soprattutto giovani) il sesso si riduce
ad una prova di resistenza (in cui ciò che conta è la maggior durata possibile!)
,
è lecito ipotizzare che questi stessi uomini richiederanno la prescrizione
del farmaco evitando quell’attenta analisi (suggerita invece da Corty
e Guardiani) dei motivi che li hanno spinti a chiedere la pillola.

La questione non è di poco conto. Mi viene in mente in proposito la storia
di Armando, il quale era convinto che allungando i tempi necessari per
raggiungere l’eiaculazione, avrebbe magicamente risolto le problematiche
di coppia e quindi ottenuto l’amore eterno della sua ragazza. Attraverso
la disfunzione sessuale, Armando esprimeva in realtà il proprio disagio
per altre problematiche di natura non sessuale per le quali anche un profano
comprende che
una pillola, per quanto “magica”, non può essere di aiuto.

Bisogna uscire dalla logica che considera il criterio cronologico come l’unico
o il principale parametro di riferimento per l’analisi della domanda posta
dal cliente, altrimenti si perde di vista la persona (e la sua relazione di coppia)
nel suo insieme.


La prescrizione di un farmaco dovrebbe essere sempre preceduta
dalla
ricerca di chiavi di lettura utili per comprendere il senso del problema,
alla ricerca di risposte e soluzioni realmente efficaci. Altrimenti si ripeteranno
altre vicende come quelle di Armando, per il quale non esisteva alcun rimedio
farmacologico efficace.

Ben venga dunque la pillola grigia che prolunga il piacere, con una grande
raccomandazione: prima di assumerla,
si eviti quel modello comportamentale
che esalta la ricerca della performance e della prestazione a scapito della
conoscenza di se
e del proprio schema valoriale (per un approfondimento
dell’argomento, vedi in questo sito l’articolo “Quale sessualità”).

La storia di Armando è narrata nel libro: “Non solo sesso.
Percorsi di consulenza e terapia delle disfunzioni sessuali”.



Le pillole per il sesso sono riservate solo agli uomini?

Sembrerebbe di no: una nuova pillola è in arrivo anche per le donne:
si tratta della
fibanserina (già soprannominata "pillola di Biancaneve")
che sembra possedere capacità di ridestare il desiderio femminile.
In questo caso, però, si è ancora in fase di ricerca: i risultati arriveranno
(probabilmente) dopo l'estate.
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