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  Uomini e corpi. Il corpo delle donne

Quali sono le immagini dell’uomo e della donna moderni?
Ne parlano due libri molto diversi nei temi e nei contenuti: quello a cura
di Elisabetta Ruspini (sociologa dell’Università di Milano-Bicocca)
e l’altro di Lorella Zanardo (“consulente organizzativa”).



“Uomini e corpi. Una riflessione
sui rivestimenti della mascolinità”,
a cura di Elisabetta Ruspini,
Franco Angeli Editore, 2009.















“Il corpo delle donne”,
di Lorella Zanardo,
Serie Bianca Feltrinelli, 2010
.


















Chi è l’uomo di oggi?

Quello che non si sente in dovere di essere sempre all’altezza.
Secondo Ruspini,
l’immagine è quella di un soggetto che si confronta
quotidianamente con pratiche di cura; che è sempre più disposto a dialogare
con il corpo e, dunque, a scendere a patti con la propria materialità, fisicità,
caducità, con le proprie debolezze.
Si tratterebbe insomma di uomini più
autentici, che si mostrano per quello che sono. Considerazioni simili erano
state in passato espresse da Willy Pasini, che ha scritto (in “Uomini
da amare”, Mondadori, 2006) di una
“nuova virilità”, di un “nuovo uomo”:
uomini, cioè, cui è consentito di essere se stessi, più tranquilli nell’esprimere
se stessi. Uomini che non hanno timore di mostrare le proprie debolezze.
Nuova virilità significa, secondo W. Pasini, uomini capaci di coniugare
mascolinità e sensibilità, che non hanno difficoltà a vivere l’intimità
e la fragilità, in grado di parlare dei sentimenti. L’uomo contemporaneo
non è più ossessionato dall’erezione: l’uomo non sarebbe più schiavo
della performance sessuale. Uomini capaci di altri modi di esprimere la
propria virilità. Una nuova virilità: accanto alle donne e non contro di loro.

Chi è dunque il prototipo dell’uomo nuovo?
È Obama: elegante, curato, non “ipermacho”, scrive sulle pagine
dell’Espresso la giornalista Sabina Minardi. Quella che segue,
ad esempio, è la sua immagine proposta dalla rivista Men’s Health:



















Sarebbe dunque finita l’era del macho: è l’epoca dell’uomo capace
di ricomporre il lato maschile e quello femminile.


L’immagine femminile contemporanea?

Lorella Zanardo, dopo avere raccontato come oggi il corpo femminile
sia esageratamente ostentato (e sfruttato) in TV, parla di una
“figura
di donna ibrida: erotica e a disposizione del maschio, come accade da secoli,
ma spesso con uno sguardo e un atteggiamento aggressivi, da schiava
padrona".
Si tratterebbe quindi di una donna che ha adottato modelli
di comportamento aggressivo tipicamente maschile, pur conservando quella
carica di erotismo che (mai come oggi) è continuamente riproposta dalla TV.
Un esempio interessante di questa
“donna ibrida” era rappresentato da
Cristina del Grande Fratello 9: forme abbondantissime, chirurgicamente
adattate a un presunto desiderio maschile e abbinate a una gestione
manageriale del corpo. Lo sguardo non era mai arrendevole, era lei
la padrona del desiderio maschile. Diceva Cristina in un’intervista:
“Piacerò agli uomini per le mie forme, ma piacerò anche alle donne che
diranno:
"Questa è una ragazza con le palle".


Cristina.
Protagonista del Grande Fratello 9.














Precisa Zanardo: “Oggi vediamo spesso donne intelligenti che gestiscono
con piglio imprenditoriale e atteggiamento maschile un corpo iperfemminile".

In altri termini le donne, nello sforzo di assumere ruoli e funzioni via via più
importanti nell’ambito sociale, finiscono con snaturare se stesse, puntando
ad imitare modelli maschili di cui conservano tutti i difetti, senza assumerne
i (presunti) pregi. L’argomento è ampiamente sviluppato nel blog che ha
l’omonimo titolo del libro (www.ilcorpodelledonne.net/).

Tanto il testo della Ruspini quanto quella della Zanardo sembrano
individuare nuove identità (sia maschili che femminili) portatrici di tendenze
apparentemente contraddittorie: da un lato uomini che svalorizzano i caratteri
della virilità, dall’altro donne che incentivano questi stessi caratteri
esvalorizzano quelli tradizionalmente femminili.
Queste contraddizioni sono
spesso responsabili di identità incerte e dalla fragile autostima, che entrano
in crisi di fronte a difficoltà apparentemente banali.
I rimedi sono molteplici,
ma sostanzialmente riconducibili ad un processo di rinnovamento fondato
su una maggiore attenzione all'autenticità dei propri sentimenti, a prescindere
dall’identità di genere di appartenenza.
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