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  Sesso? No, grazie: meglio internet.
Mondi virtuali e IAD (Internet Addiction Disorder)


Il 12 dicembre del 2008 la giornalista Alessandra Carboni ha scritto
sul Corriere della Sera un articolo intitolato
“Rinuncio al sesso, ma non
a Internet”
, nel quale venivano riportati i dati di un’indagine su un campione
di circa 2 mila adulti statunitensi.

Da questa indagine risultava che all’incirca
una donna su due e un maschio
su tre preferiscono rinunciare al sesso per due settimane, piuttosto che
essere privati della connessione web per lo stesso periodo.
La notizia per cui
il 46% delle donne (del campione dei soggetti intervistati) rinuncia al sesso
ma non ad internet è stata immediatamente ripresa e commentata da
numerosi blogger, alcuni dei quali hanno frettolosamente concluso che
internet sia meglio del sesso (vedi ad esempio: Internet è meglio del sesso).

In realtà l’unico dato oggettivo sul quale sembra esservi consenso è che
il numero di utenti in rete stia crescendo molto rapidamente, forse anche
in relazione all’impressionante, pervasiva, estremamente eterogenea
ed accattivante “offerta” del web.


Che cosa attira di più sulla rete?

Social network, programmi di instant messaging, microblogging, MUD,
MUVE, MMORPG
sono solo alcune tra le principali “attrazioni” del web.


Di cosa si tratta?

I social network sono le comunità virtuali. Tra le più note, vi sono Facebook,
Myspace, Twitter, Netlog, LinkedIn, ABCtribe, Badoo, LinkedIn, Rugolo, ecc.





Tra i
MUVE (acronimo di multi-user virtual environment,
letteralmente ambiente virtuale multi utente,
a volte chiamato semplicemente mondo virtuale)
Second Life è forse uno dei più conosciuti.












L'espressione 
multi user dungeon (MUD) si riferisce invece ad un gioco
di ruolo multiutente che permette a molte persone di vivere
contemporaneamente in un mondo virtuale di ambientazione fantasy.
Si rimane stupiti a constatare quanto siano numerosi i MUD esistenti
sulla rete! Se ne veda un esempio in questi link:

http://www.mud.it/elencomud.php
http://hosted.multiplayer.it/muditalia/mud/default.php3


MMORPG è l’acronimo di Massive(ly) Multiplayer
Online Role-Playing Game
 e indica un gioco
di ruolo che viene svolto contemporaneamente
da più persone tramiteinternet.



Uno dei MMORPG più noti è World of Warcraft (letteralmente "il mondo
di  Warcraft”, spesso abbreviato in "WoW"), videogioco fantasy, giocabile
esclusivamente su internet e dietro pagamento di un canone.


I
microblogging sono invece  una forma di pubblicazione costante di piccoli
contenuti in rete, sotto forma di messaggi di testo: Jaiku, Plurk, Folkstr, ecc.





Numerosissimi sono i programmi di
instant messaging: AOL Instant
messenger (AIM), ICQ, IMVU, ebuddy, Pidgin, MSN Messanger, Yahoo!
Messanger, ecc.





Elencare e classificare le comunità virtuali è impresa ardua e probabilmente
destinata a rimanere sempre lacunosa:
tra comunità di relazione, di fantasia,
di interessi, di transazione c’è il rischio di perdersi per quanto sono numerose.

Per chi vuol approfondire l’argomento, sono interessanti alcuni siti che hanno
tentato una sorta di “recensione”: si vedano, ad esempio,

“La città invisibile”

“The daily bit”

In ogni caso, è quantomai difficile classificare tutti i possibili mondi e realtà
virtuali in cui ci si può imbattere nel web.


BongoCity, ad esempio, è un sito che simula
l'esistenza di una vera e propria città, con tanto
di sindaco, di consiglio comunale, di servizi
(come la posta, la banca, ecc.), squadre
di calcio, e possibilità di fare acquisti: insomma, una specie di ponte tra
le comunità virtuali e le realtà virtuali.

Cosa dire poi del sito
Nova Roma? Si tratta di una comunità i cui membri
fanno rivivere i fasti della civiltà romana resuscitandone le istituzioni,
alla cui vita i cittadini virtuali (cioè gli iscritti) partecipano con libere elezioni
democratiche.


Un capitolo molto vasto e delicato è quello relativo al 
cybersesso 
(inglese Cybersex o computer sex o net sex), definito anche 
sesso virtuale:
si tratta di un’ attività sessuale  a cui partecipano due o più persone
collegate fra di loro tramite una rete informatica. Oggi su Internet si trovano
diverse forme di cybersex: la più comune è rappresentata dallo
scambio
di fotografie o video pornografici con email, newsgroup oppure direttamente
dalle home page di siti a luci rosse.
Ma la pornografia on-line corre anche
sul filo delle chat, cioè le comunicazioni in tempo reale via internet che tanto
successo stanno riscuotendo specie fra i più giovani.

La complessità dei mondi virtuali è sorprendente: lo spiegano in modo
esemplare Mario Gerosa e Aurélien Pfeffer nel loro libro intitolato appunto
“Mondi virtuali”, la cui anteprima è visionabile anche on-line.


Mario Gerosa, Aurélien Pfeffer:
Mondi virtuali.
Castelvecchi, 2006.


Guarda l'anteprima on-line.













Se per alcuni il Web è un enorme contenitore da cui trarre le informazioni più
disparate, per altri si sta trasformando in una sorta di comunità virtuale
in cui abbondano e trovano gratificazione molti desideri, fantasie e piaceri.
A tale proposito, non bisogna dimenticare i
videogiochi on-line e non, alcuni
dei quali molto celebri come
The Sims o Max Payne.









La rete non è immune dal poter esser purtroppo usata in modo pericoloso
e/o patologico. Una di queste modalità patologiche è rappresentata
dal suo abuso.
Negli ultimi anni, infatti, alcuni studiosi hanno identificato una
moderna forma di dipendenza: quella da internet, appunto, definita in inglese
"Internet Addiction Disorder" (IAD). Secondo la professoressa Kimberly Young
dell’Università di Pittsburgh (USA), internet diventa per molte persone
un'autentica e potentissima droga.


Kimberly S. Young:
Presi nella rete. Intossicazione
e dipendenza da internet.
Calderini editore, 2001.


















Esistono diversi tipi (Young ne individua almeno 5) di dipendenza on-line,
tra cui risulterebbero particolarmente diffuse quella
ciber-sessuale
(o
dipendenza da sesso virtuale), quella ciber-relazionale (o dipendenza
dalle relazioni virtuali
: è il caso di coloro che diventano troppo coinvolti in
relazioni on line, compreso l’adulterio virtuale) e quella definita
“net gaming”
(dipendenza dai giochi in rete: non solo videogame, ma anche gioco d’azzardo
patologico, shopping compulsivo, ecc.).

Difficile quantificare con rigore scientifico l’estensione di questo fenomeno:
le persone che ne risultano affette tendono a non riconoscere come
patologico questo disturbo
, che pertanto rimane oggi piuttosto sconosciuto.
In alcuni (per fortuna rari, almeno per il momento in Italia) casi che colpiscono
gli adolescenti, l’abuso può essere molto accentuato, con conseguenze
rilevanti sul piano comportamentale e familiare: si veda in questo sito
il fenomeno degli
hikikomori. (http://www.antoniolatorre.it/art.hikikomori.html)
Grazie al potente fascino seduttivo della rete, il cyberspazio diventa un mondo
parallelo e più ammaliante di quello vero:
il web può rivelarsi come un
universo magico che - se non compreso ed utilizzato "a piccole dosi" - rischia
di far perdere ogni contatto con la realtà.


Considerando la complessità e la ricchezza dei dati disponibili in rete,
forse non c’è poi così tanto da stupirsi dall’esito della ricerca che dimostra
la preferenza di internet alla vita sessuale: a voi il giudizio finale!
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