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  Pensare? Mai!

È importante riflettere sui nostri comportamenti e sulle scelte di vita?
Roberto (uno dei protagonisti del libro “Non solo sesso.
Percorsi di consulenza e terapia delle disfunzioni sessuali”) non ha avuto
alcun dubbio: per lui, non è importante pensare. Questa è sinteticamente
la sua vicenda.

Roberto ha 50 anni, è coniugato, due figli.
Viene a consultarmi per un
problema di impotenza.

«È come se avessi
paura di fare l’amore», dice testualmente.

Il problema dell’impotenza esiste da circa due anni e si manifesta
non solo con la moglie Elena, ma anche con Valeria.

«Ho due donne», dice infatti testualmente.

Cosa chiede Roberto?

1. Chiarire «il perché» non riesce ad avere rapporti.
2. Sapere se sia il caso o meno di raccontare “tutto” alla moglie.

Roberto è consapevole di stare «ingannando» la moglie
(«l’avrà capito?», si chiede lui stesso): in ogni caso vorrebbe dirglielo,
ma ha paura della sua reazione e non vuole «farle del male».
Con la moglie - dice -
«non c’è alcun problema».

Però, da un po’ di tempo a questa parte , «cominciamo ad avere vite
separate», dice Roberto alludendo al tempo libero con Elena (la moglie).

«Mia moglie è scarsa di coccole. Adesso mi coccola Valeria.
sul piano dell’amore, mi preme di più Valeria».

Invitato ad esprimersi su cosa egli pensi della sua situazione, dice:
« Io? Io evito di pensare».

Roberto viveva una forte
contraddizione tra ciò che diceva di percepire
del rapporto con la moglie e la realtà che lui stesso raccontava:
con Elena «non esistono problemi», ma la vita quotidiana con la moglie
era praticamente inesistente se non addirittura fonte di delusione
e di frustrazione. Di questa contraddizione, apparentemente così evidente,
Roberto non si rendeva conto, anzi insisteva nel dire che con Elena (la moglie)
non c’erano problemi!.

Cosa desiderava?
Probabilmente non lo sapeva neanche lui stesso.

In ordine di preferenza, le sue scelte erano:

1. “Sto con Valeria e mia moglie Elena”, informandole entrambe.
2. “Sto con Valeria ed Elena”, ma senza dirlo a quest’ultima (cioè alla moglie).

Roberto sembrava propendere per quest’ultima «opzione».
Ha, infatti, precisato:
«Voglio stare con Valeria e non addolorare Elena»,
cui avrebbe voluto anche confessare: «continuiamo a vivere insieme, ma
sappi che io ho un’altra»; tuttavia al contempo si guardava bene dal dirglielo
per «non farla soffrire».

Roberto ha accolto con apparente grande entusiasmo la proposta di alcuni
colloqui finalizzati ad approfondire la sua situazione, dando la disponibilità
ad iniziarli quanto prima. In realtà non l’ho più rivisto. Evidentemente
ha
preferito fuggire il più lontano possibile dalla presa di coscienza
della sua situazione.

Roberto, dopo aver compreso il suggerimento di compiere uno sforzo
che lo vedeva coinvolto sul piano dei sentimenti, è rimasto dell’idea
che la
scelta migliore (?) per lui fosse quella di non pensare.
Questo è il punto centrale: la riflessione e la conoscenza di sé
sono invece essenziali per il benessere
.

Perché?
Il benessere dipende da scelte mature e consapevoli: per effettuare simili
scelte, occorre innanzitutto una
chiara conoscenza di se stessi.

Detto in altro termini: come faccio a scegliere se non mi conosco?
Cioè se ignoro ciò che per me è importante?
Se non conosco quello che mi fa stare bene?
La conoscenza di sé è infatti essenziale per effettuare le scelte, per trovare
in noi stessi le risposte ai dubbi ed ai problemi che ci assillano.

Nel caso di Roberto era particolarmente difficile scegliere perché lui stesso:

1.
Si conosceva poco.
2.
Non accettava di interrogarsi per comprendere quale poteva essere
    la decisione migliore per lui.

Nella realtà non ci si può illudere delegando ad un terzo (il sessuologo,
come nel caso di Roberto) la responsabilità delle scelte personali.
Il benessere dipende quindi dal grado di consapevolezza dei sentimenti
e dalla capacità di esprimerli, cioè da una salda identità interiore
.

Dipende anche dalla capacità di interrogare la propria coscienza
e di rispondere a domande come: chi sono io? Cosa è importante per me?

Benessere significa infine cercare di
dare un senso agli avvenimenti non
in termini assoluti: si tratta di un senso per quella particolare persona.


Per un approfondimento, si rimanda al testo “Non solo sesso.
Percorsi di consulenza e terapia delle disfunzioni sessuali”
ed alle voci bibliografiche riportate.


Non solo sesso
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