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  Rabbia e sesso

La rabbia influenza la sessualità di una coppia?
La risposta è senz’altro affermativa: una cattiva gestione dell’ostilità
finisce con lo spegnere la sessualità.

I rimedi ad una rabbia mal gestita sono quanto mai complessi,
articolati e diversificati.

In linea di massima, la soluzione si ottiene attraverso un
confronto “sano”,
che consenta di
“litigare senza distruggersi”, cioè di comunicarsi anche
sentimenti negativi, di crescere e di cambiare. Willi Pasini afferma a tale
proposito che bisogna litigare senza farsi del male, creando antidoti
ai litigi distruttivi.

Cosa significa tutto ciò?
Si possono distinguerne tre principali possibilità,
tre diverse modalità
di porsi nei confronti della rabbia
:


1. Litigare senza distruggersi

Il litigio consente un confronto efficace che determina un effettivo e reale
cambiamento. Questo è forse il modo più sano di gestione della rabbia:
arrabbiarsi in modo costruttivo. Scrive Aristotele nell’Etica a Nicomaco:

“Arrabbiarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile,
e soprattutto non è da tutti arrabbiarsi con la persona giusta, nella misura
giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa”.


Così facendo, infatti, scrive Valentina D’Urso, possiamo ottenere
tre vantaggi:

1. Nei riguardi del mondo esterno, se riusciamo ad avere quello
    che chiedevamo.

2.
Nei riguardi dell’altro, migliorando la nostra posizione e facendogli sapere
    di essere più forti di lui.

3.
Abbiamo fatto un buon servizio a noi stessi, rafforzandoci nella sensazione
    di poter ottenere quello che vogliamo, una qualità preziosa che lo psicologo
    Albert Bandura chiama autoefficacia.

Soprattutto,
mostrando un’emozione siamo più convincenti che con qualunque
discorso
, perché mostriamo con tutto il nostro corpo un interesse maggiore:
infatti solo l’emozione dice davvero quanto noi teniamo a una cosa, ci svela
e svela ad altri in modo innegabile e coinvolgente”. In queste situazioni,
la sessualità è in genere appagante e soddisfacente per entrambi i partner.


2. Litigare distruggendosi

In questo caso la rabbia impedisce ogni cambiamento.

Il litigio diventa uno sfogo nel quale ci si accusa, colpevolizza e critica
vicendevolmente.
La conflittualità che ne deriva è inutile perché mantiene
lo status quo.
È una conflittualità sterile, come quando si impegnano tutte
le energie per cercare di cambiare una persona che invece non è affatto
intenzionata a cambiare.

Tale schema comportamentale ha una
sua funzionalità: il continuare
a comportarsi secondo uno schema costante di conflittualità
protegge
dal senso di ansia e dalle difficoltà
che si provano ogniqualvolta si decide
di apportare un cambiamento.

Quando all’interno di un rapporto uno schema comportamentale è radicato,
entrambi i partner contribuiscono a perpetuarlo ed a mantenerlo invariato.
Determinati schemi comportamentali
proteggono dal riconoscere
e dall’esprimere la rabbia nei confronti di: a) partner, b) genitori,
c) una determinata situazione
.

Le coppie che appartengono a questo gruppo hanno in genere una sessualità
insoddisfacente, tuttavia raramente chiedono aiuto: il sintomo sessuale
alimenta una conflittualità che viene preferita rispetto ad un cambiamento
che viene temuto ed ostacolato. Tra queste coppie rientra quella che Norsa
ha simbolicamente definito la
coppia «cane/gatto»: “tende a generare
una solida dipendenza sadomosochistica che ha la caratteristica, spesso,
di durare tutta la vita!
Può essere un inferno, ma può anche offrire momenti
di grande felicità”
.

In
casi estremi, vi sono infine rapporti di coppia che trovano la loro ragion
d’essere addirittura nella violenza: in altre parole,
la violenza diventa
la forza che alimenta l’unione e la mantiene.
L’equilibrio che mantiene
uniti è la violenza: un equilibrio basato sulla forza fisica, sull’aggressività,
sulla rabbia. Un esempio tipico di questi ultimi casi è il celebre film
la
“Guerra dei Roses”, le cui scene sono più eloquenti di qualsiasi parola.


La locandina del fim
"La guerra dei Roses"




















3. Il litigio non esiste (quasi) mai

Sono coppie che non litigano mai o lo fanno raramente, mostrando
una
facciata di pseudoarmonia. Il conflitto viene in realtà negato
e si esprime sotto forma di disfunzione sessuale
.

Non c’è dunque alcun litigio apparente:
la rabbia viene tenuta dentro,
come se vi fosse un’incapacità non solo a riconoscerla ma anche
ad esprimerla.

L’obiettivo è la
pace ad ogni costo. Si propone una sorta di congiura
del silenzio. In questo modo si accumulano sentimenti negativi quale
il rancore, che viene poi agito nella sessualità. La conflittualità rimane
inespressa verbalmente e non esplicitata. Si viene a creare una sorta
di pseudoarmonia per cui si va d’accordo su tutto: c’è un diniego dei
conflitti, delle differenze e delle diversità.

Non si litiga (apparentemente) mai: tutto va bene. Sono coppie che non
hanno mai bisogno di litigare. Non solo la conflittualità, ma sembrano
mancare anche un dialogo ed un confronto maturi, autentici e alla pari.
La scelta
cade così su una più o meno inconsapevole sottomissione
e rinuncia in favore della volontà dell’altro
. Questa scelta ha un prezzo
da pagare in termini emotivi e cioè
l’accumulo di una quantità di rabbia
direttamente proporzionale al grado di sottomissione e di rinuncia
.
Tale rabbia non viene tuttavia riconosciuta né avvertita come tale,
per cui difficilmente se ne diventa consapevoli.

In queste situazioni spesso compare un sintomo sessuale che ovviamente
appare del tutto incomprensibile ai due partner, i quali convinti della loro
armonia, invocano un’origine organica del sintomo. Queste coppie
facilmente
entrano in crisi, si aggrappano ad una causalità organica
ed hanno molte resistenze nell’avvicinarsi al loro mondo emotivo.
D’altro canto
comprensibili possono risultare le loro “resistenze”
nei confronti di un intervento psicoterapico
che potrebbe comportare
una messa in discussione di quella pseudoarmonia cui si faceva cenno
sopra: le fantasie e paure distruttive (quali quelle di essere abbandonati
o di abbandonare, con tutte le conseguenze connesse) potrebbero essere
particolarmente intense.

Queste coppie preferiscono forse il silenzio di fronte ad un problema
sessuale
non essendo disposte a mettersi in discussione. La situazione
rimane tale
finchè la tensione emotiva raggiunge livelli non più tollerabili
in almeno uno dei due partner, il quale poi decide di rompere il “silenzio”
.
Si tratta di coppie che funzionano su un registro collusivo. Il termine
“collusione” definisce una sorta di “accordo” inconscio in base al quale
i partner si attribuiscono reciprocamente ed inconsapevolmente ruoli o parti
complementari: parti assenti, negate o rimosse di un partner sono quindi
attribuite all’altro (lo stesso avviene per l’altro componente la coppia).

In queste coppie la scelta del partner avviene anche sulla base di alcune
caratteristiche (appunto: assenti, negate, rimosse o deficitarie) che non si
posseggono: è come se l’altro compensasse aspetti di sé deficitari, per cui,
ad es., si cerca una moglie (o un marito) che “indossi” il ruolo che a lui (o lei)
manca.
La collusione comporta un’alleanza, un accordo o una complicità
del tutto inconsci tra i due partner, i quali mettono inconsapevolmente in atto
comportamenti tali da mantenere immodificata la relazione, bloccandone
e paralizzandone l’evoluzione
.

L’equilibrio di molte coppie si regge grazie ad un meccanismo di tipo
collusivo, che talvolta si inceppa, dando luogo a
problematiche di tipo
sessuale
che si connotano particolarmente per una forte crisi del desiderio.

La caduta del desiderio non è legata alla sessualità, ma - scrive Willy Pasini -
ad un’ostilità mal gestita
, ad un accumulo di rancore e di astio non espressi.
In questi casi, il rimedio di elezione è un percorso terapeutico di coppia.



Letture consigliate per un approfondimento


Dicks Henry V.:
Tensioni coniugali, Borla


















D’Urso Valentina:
Arrabbiarsi, Il Mulino
















Lerner Harrier:
La danza della rabbia, Tea

















Norsa Diana:
Equivoci di coppia.
Baldini Castoldi Dalai, 2007















Norsa Diana, Giulio Cesare Zavattini:
Intimità e collusione

















Willi Jürg:
La collusione di coppia, Franco Angeli

















Pasini Willy: La qualità dei sentimenti, Mondadori


Pasini Willy: A cosa serve la coppia, Mondadori
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