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  Sesso under 18, 16, 14, 12...

Nel febbraio 2011 “Save The Children Italia” (ONLUS non governativa)
ha pubblicato i dati della ricerca
“Sessualità e Internet: i comportamenti
dei teenager italiani”
.
La ricerca, visionabile on line, fornisce numerosissimi dati sul rapporto
che i pre-adolescenti e gli adolescenti italiani hanno con la sessualità.

Tra questi dati colpiscono in particolare:

● il 34% degli intervistati (circa 1 ragazzo su 3) dichiara di aver ricevuto
   messaggi con riferimenti al sesso.
● tra i 14 e i 15 anni la maggior parte dei nostri adolescenti maschi
   e femmine (il 54% del campione) diventa "attiva" inviando il primo
   messaggio hard, invio che non imbarazza ma anzi vede in azione anche
   il 36% degli intervistati fra i 10 e i 14 anni. 
● il 32% di teen ager da' il suo numero di cellulare a qualcuno
   conosciuto on line.
● il 27% si da' appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet.
● il 19% riceve video-immagini di persone conosciute solo in rete
   seminude/nude.
● il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web, il 13% invia
   video/immagini di se' seminudo/nudo. 

Più recentemente (comunicato stampa del 22 luglio 2011), la stessa
organizzazione “Save The Children” sostiene che in Italia il fenomeno
dell’autoproduzione e dello scambio di immagini a sfondo sessuale
riguardi addirittura quasi 1 minore su 5!

La ricerca di cui sopra non lascia dubbi: la rete sembra essere il luogo
dove gli adolescenti scoprono, raccontano e anche sperimentano la propria
sessualità.


Analoghe conclusioni sembrano quelle cui giunge la giornalista e scrittrice
Marida Lombardo Pijola già autrice di un altro sconcertante libro:
“Ho 12 anni
faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli, Lolite e altri bimbi”
http://www.antoniolatorre.it/art.tweens.html, che nel suo ultimo e sconcertante
libro
“Facciamolo a skuola. Storie di quasi bimbi”, esplora il mondo segreto
di quei ragazzi che riproducono realmente (perfino a scuola!) il sesso visto
e/o fatto sul web.

“Fast sex” è il termine usato da Marida Lombardo Pijola per denunciare
il fenomeno del “sesso veloce” consumato dagli adolescenti come fosse
una merenda.


Così scrive Marida Lombardo Pijola
nella quarta di copertina del suo libro:



















Frequentano le scuole medie o i primi anni del liceo. Giocano al fast sex:
sesso occasionale, divorato come un cheeseburger, in fretta, più o meno
avidamente, ignorando che resterà sullo stomaco, che non andrà mai giù.
Lo fanno sul web, nelle discoteche, soprattutto nelle scuole. È un rito trendy.
Si fa. È un esorcismo collettivo. Serve per ammortizzare la vertigine del vuoto,
tenere a bada la noia, segnalarsi, disperdersi in una sostanza liquida, lasciarsi
andare alla deriva per forza d’inerzia, senza scegliere. Così i quasi bimbi
vendono e comprano corpi per pochi euro, per una ricarica, per un aiuto nei
compiti, per una scommessa, per realizzare un filmato da caricare in Rete.
Rincorrono compulsivamente le iperboli di tutti i loro desideri: denaro
e successo. Il corpo femminile è un oggetto di carne da sfruttare.
Il sesso è una fusione a freddo. Sono irretiti da sogni ciarlatani. Intossicati da
una brodaglia di messaggi rancidi. Accuditi dai media, dal mercato, dal web,
soli in balìa di un cortocircuito tra cattivi esempi pubblici e privati, omissioni
formative e affettive. Talvolta, poi, il gioco della piccola escort e del baby
utilizzatore sconfina nello stupro
.

Opinioni convergenti sembrano dunque confermare che la sessualità sempre
più esplicita su internet si traduca in rapporti non “protetti” nella vita reale.

La vita sessuale dei giovanissimi purtroppo non è condizionata solo
da internet: la televisione esercita tuttora un ruolo rilevante.
Basti guardare
il palinsesto dell’emittente televisiva MTV (molto conosciuta tra i più giovani),
le cui trasmissioni sono ovviamente visionabili anche in streaming su “MTV
on demand”. Tra le serie televisive trasmesse su MTV in cui il riferimento
al sesso (e purtroppo talvolta anche all’alcool e droga) è quanto mai esplicito
e diretto, si veda in particolare:

● Skins
● Blue Mountain State
● Jersey Shore
● My Super Sweet World Class
● Vita segreta di una teenager americana (attualmente non in onda)




I protagonisti di Skins


Tra i numerosissimi esempi in cui la sessualità è in primo piano, l’episodio
(andato in onda nel 2010) n.16 “Just say me” (letteralmente: “faccio da me”)
della serie “Vita segreta di una teenager americana” è estremamente
eloquente: la trama dell’episodio vede protagoniste le ragazze della scuola
che, frustrate dalle loro complicate relazioni amorose, decidono che è venuto
il momento di concentrarsi su loro stesse. Una di esse (Grace), convince tutte
le ragazze della scuola a rinunciare ai ragazzi e a preferire la masturbazione!

Al di là dell’episodio in questione, numerosissimi sono gli esempi in cui viene
presentata ai ragazzi una sessualità sempre più sganciata dalle emozioni
e dai valori, agita su un piano esclusivamente fisico, ridotta a puro atto
meccanico, libera da qualsiasi impegno relazionale nei confronti del partner.

È evidente il rischio di sperimentare la sessualità in modo improprio, in cui
purtroppo viene propagandata come naturale, immediata e ovvia una vita
sessuale completamente scissa dagli affetti e dai sentimenti: messaggi
distorti, di cui spesso le nuove tecnologie sono fortemente promotrici,
sfuggono al controllo di un mondo adulto apparentemente sempre più
distratto e assente verso i minori.


Proprio la ricerca pubblicata da “Save The Children” sembra comunque
indicare un modo per proteggere i ragazzi: alla domanda se parlano di tutto
ciò che fanno, vedono, scambiano o trovano in Internet, il 46% degli intervistati
risponde affermativamente. L’86% lo fa con i propri amici ma anche con adulti
di riferimento (genitori, parenti, insegnanti). Inoltre gli adulti - in particolare
i genitori - vengono indicati tra coloro che l’80% dei ragazzi intervistati ha tra
i propri contatti sui social network.
Si tratta di indicazioni rilevanti perché ci dicono che c’è uno spazio di dialogo
fra genitori e figli e tra i ragazzi e il mondo adulto nel suo complesso
, afferma
Valerio Neri (direttore generale di “Save The Children”), che consiglia
di approfittare di questo spazio aperto di dialogo con i ragazzi.
È auspicabile che questo spazio di dialogo aiuti i ragazzi a comprendere
l’importanza di una sessualità adulta e matura, frutto di scelte consapevoli
e responsabili, rispetto alle quali il rischio è di un colpevole “silenzio” da parte
del mondo adulto.
Le forme di protezione dei ragazzi rispetto ai rischi di una sessualità
presentata come sempre disponibile e fruibile, facile da bere come
un bicchiere d’acqua (“liquida” direbbe Zygmunt Bauman), privata anche
di una sua sacralità, si concretizzano soprattutto attraverso corsi e progetti
di “educazione emotiva” per la scuola e per la famiglia: questi progetti vogliono
e devono fornire ai ragazzi strumenti per una maggiore conoscenza di sé.

Il riferimento non è solo alla conoscenza della corporeità (come spesso molti
corsi di educazione affettivo-sessuale si riducono - erroneamente - a fare):
l’obiettivo è di aiutare, infatti, i ragazzi a cogliere le emozioni e i sentimenti
come parti integranti e fondanti la persona umana. Gli adolescenti messi
in grado di riconoscere e gestire al meglio queste dimensioni, possono
diventare più liberi di costruire in maniera adeguata la propria personalità.
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