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  Cosa significa "tweens"?

Sono le bambine tra i 9 e i 12 anni. Il termine deriva da be-tween, essere
tra due cose: l’infanzia e l’adolescenza. Ne parla la rivista “LiBeR”, che riporta
gli interessanti contributi presentati al seminario “Ombelico generation”
tenutosi a Firenze nel gennaio 2009.





Colpisce il dato da cui risulta che le bambine (ma il discorso riguarda
anche i bambini!) tra i 9 e i 12 anni, le cosiddette tweens appunto, sono
prematuramente
incitate ad assumere ed imitare atteggiamenti adulti.
È sorprendente come fin dai 9 anni le bambine siano fortemente condizionate
nella loro crescita da un modello femminile concentrato sul corpo come mezzo
di affermazione sociale.

Puntare sul corpo: questo sembra essere l’imperativo dettato a bambine
e ragazzine dalla società e dai suoi media, oltre che dalle stesse famiglie.

È la cosiddetta “ombelico generation”: pancia scoperta, taglia stretta e corta,
colore rosa prevalente, seduzione anticipata, magliette piene di cuoricini.
Ragazze cresciute sull' onda lunga della Barbie, accerchiate da Bratz, Winx,
magliette Hello Kitty, lettrici di una miriade di riviste confezionate su misura
per loro: Cioè, Kiss me, Pink Magazine, Pretty Girl.

Periodici che regalano già la matita nera per gli occhi o allegano un mascara,
che mettono in copertina Zac Efron, Hannah Montana, Tokio Hotel e Jonas
Brothers, che hanno rubriche di lettere in cui i primi ostacoli del cuore si
intrecciano con quelli delle diete per correggere una presunta pancetta,
un fianco appena più largo dei desideri.







Ragazzine che trascorrono volentieri ore davanti alla tv (in particolare: Disney
Channel e Mtv), dialogano via msn o Facebook, sono fans di «High School
Musical», si lasciano già sedurre dai rossetti glitterati, abiti griffati, baby-star
e principesse varie. Emy Berseghi, intervistata sull’argomento, espone tali
argomentazioni usando le Winx come lente di ingradimento di
un fenomeno
che si sta sviluppando a macchia d’olio.





“Le onnipresenti Winx - afferma Berseghi - sono innanzitutto un fenomeno
editoriale, declinato su vari media
: dalla tv al fumetto, dal teatro al cinema,
nonché al merchandising con abbigliamenti e accessori griffati.
Queste moderne fate con ali esibiscono tacchi alti, corpi longilinei, vitino
a vespa, abiti succinti e mescolano tutto ciò che nel fantasy fa tendenza...

Filiformi ma modaiole, fidanzate con principi azzurri, le Winx usano un lessico
pop e poi volano nella dimensione onirica; il tutto in un trionfo di poteri fatati
e buoni sentimenti. I libri delle Winx club ammiccano alle veline, mentre
sfruttano con astuzia il filone fantasy, dove, tra un combattimento e l’altro,
esibiscono telefoni cellulari rosa e trolley con i cuoricini.
Un cocktail furbo
che promette trionfi grazie ad una seduttività sempre sottolineata, che
non dimentica il narcisismo legato all’aspetto fisico. Il corpo e la bellezza:
difficile cercare se stesse al di fuori di canoni prefissati, sempre più invasivi,
penetranti e insinuanti”.







Considerazioni analoghe riguardano anche le protagoniste - scrive Marco
Pellitteri su “LiBeR” - dei giochi a eliminazione delle trasmissioni di MTV come
“Dismessed” e “Next”, in cui un ragazzo e poi una ragazza devono scegliere tra
più pretendenti.
“Il discorso che emerge con più insistenza nelle conversazioni
di corteggiamento è la sessualità, seguito dalla moda e dalla forma fisica;
tutti e tre i temi risaltano come pure performances, prestazioni”.


Le bambine finiscono per coltivare, costruire e diventare esse stesse piccole
icone della seduzione, del trionfo del
“corpo ideale” (inteso come strumento
di conquista)
o della bellezza (intesa come simbolo di riuscita sociale).
Ed è in questo modo che nascono quelli che Manuela Trinci definisce
i nuovi “scandali”:

1. Le ragazzine a “luci rosse” (quelle che rivendono sui telefonini immagini
    di se stesse mentre fanno sesso con i coetanei, o mentre si masturbano);
2. Le ragazzine che picchiano l’amica bella;
3. Le ragazzine che chattano alla ricerca di sesso;
4. Le ragazzine che sulla scia di pop star semi nude come Paris Hilton,
    Amy Wynehouse, o Lindsay Lohan, si presentano a scuola in jeans
    con i tanga a vista.

Tali “scandali” fanno insorgere - scrive la stessa Manuela Trinci - un dubbio:
“non staremo allevando una generazione di baby-prostitute che vestono
come lolite, vivono per le borse di Dolce & Gabbana e gli abiti di D2squared?”


La domanda è senz’altro provocatoria; tuttavia ha un fondamento di realtà.
Il riferimento è qui al libro della giornalista del Messaggero, Marida Lombardo
Pijola:
“Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli,
Lolite e altri bimbi”
, che è una drammatica testimonianza della “doppia vita”
dei bambini di questa delicata fascia di età.





Scrive Marida Lombardo Pijola:

“… Qui si racconta del mondo delle discoteche pomeridiane, dei party
per quasi - bambini a sfondo erotico, di sesso precoce, sfrenato, improvvisato,
vissuto anche al di fuori di amore o di amicizia, talvolta a pagamento,
quasi con la necessità di darsi un prezzo, di misurare il valore del proprio
corpo e di se stessi in un baratto uguale a quello che un tempo si faceva
con le figurine. Si racconta di piccole cubiste che danzano discinte in pose
ambigue, inconsapevolmente oscene, simulando richiami erotici con
la goffaggine delle bambine, intrappolate nella loro stessa leggerezza.
Si racconta di gravidanze precocissime, vissute e interrotte con l’incoscienza
che si spende nei giochi pericolosi, all’insaputa dei propri genitori”.


Fortunatamente, la realtà descritta da Marida Lombardo Pijola non riguarda
tutte le tweens, ma solo una parte.


È semmai condivisibile la preoccupazione di Simonetta Ulivieri (docente
di Pedagogia generale all'università di Firenze), quando afferma che
“il problema è come difendere queste ragazzine dal "lolitismo" precoce
che c'è in giro”.


Il fenomeno, infatti, della cura, dell’esaltazione e dell’esasperazione
del corpo inteso come strumento di successo non è sempre innocuo e può
anzi essere un fattore concorrente nell’insorgenza di danni nella personalità
che si sta formando
: tali danni, in particolare, possono poi diventare
nell’adulto disfunzioni sessuali e/o veri problemi di interesse psicopatologico
(come ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare).

L’attenzione, l’ascolto e il dialogo nella/della famiglia giocano un ruolo
di fondamentale importanza
nel proteggere i bambini da fattori di rischio
molto insidiosi in fasi della crescita così delicate come quella dell’infanzia,
della pre-adolescenza e dell’adolescenza. Gianni Tommasi, commentando
il seminario “Ombelico generation”, ha definito in questa maniera il percorso
metaforico dall’ombelico al “cuore” delle tweens:

“A me sembra interessante la ricerca di andare oltre il luogo comune
per cercare quanto c'è di più al di là dell'ombelico nell'universo delle
nostre giovanissime, perché questo è l'approccio che l'educatore deve
seguire se non vuole stare, come spesso forse ci capita, a metà strada
tra la riprovazione (il disgusto, a volte?) e l'indifferenza. (…)
Credo che la strada dall'ombelico al cuore passi anche attraverso la nostra
capacità di cercare l'interiorità dei ragazzi al di là di ciò che loro mettono
in mostra di sé”.


E voi, cosa ne pensate?
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