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  Un uomo purchè sia

“Un uomo purché sia” è il titolo dell’ultimo libro di Gianna Schelotto
(Mondadori, 2009).


In copertina: una donna sola, seduta
a un tavolo, che osserva pensierosa
alla finestra le ombre di alcuni uomini
che camminano all’esterno



















Scrittrice, psicoterapeuta, curatrice di un forum sull'affettività per il Corriere
della Sera
, la Schelotto racconta sette storie di donne disposte a tutto pur
di avere un uomo accanto.

Storie diverse, ma tutte riconducibili a un solo denominatore comune:
l’ossessione di conquistare quello che non hanno, e cioè un uomo,
marito, amante, compagno, non importa il suo ruolo. Basta che ci sia
Purché sia, appunto.

Si legge nella quarta di copertina:

“Le donne - molto più spesso degli uomini - si affamano, si abbuffano,
vomitano, desiderano irrefrenabilmente la "roba d'altri" (si tratti di oggetti,
o di amanti), inseguono in modo compulsivo uomini riluttanti o fuggitivi.
È proprio di quest'ultimo "sintomo" - la ricerca disperata di un uomo
a qualsiasi costo - che si occupa questo libro.
Il fenomeno è trasversale,
colpisce le giovani e le cinquantenni, le belle e le brutte, le casalinghe
e le manager. Si tratta di un disturbo che ricorda molto da vicino la bulimia:
ciò che conta è mangiare, non importa cosa, non importa quanto.
Nella bulimia sentimentale il meccanismo è identico: si vuole un uomo
non per amore, per simpatia o per attrazione sessuale.
Si vuole un uomo
per convincersi di valere qualcosa, un uomo purché sia, per riempire antichi
e profondissimi sensi di estraniazione e di vuoto”.


Le sette donne protagoniste dell’appassionata e disperata ricerca
di un amore ricordano per alcuni versi le problematiche trattate nell’articolo
sulle dipendenze affettive. Ma soprattutto evocano la storia di Veronica
(di cui si parla nel libro Non solo sesso. Percorsi di consulenza e terapia
delle disfunzioni sessuali
).
Veronica, pur di avere accanto a sé un uomo, aveva consapevolmente sposato
un impotente. Dopo anni di sofferenza durante i quali era perfino riuscita
a separarsi dal marito, alla fine il terrore di rimanere sola l’ha riportata sui
suoi passi, accettando la “fraterna” (ma emotivamente dolorosa, soprattutto
per l’impossibilità di avere figli) convivenza che l’ex marito le aveva ri-proposto.
Un uomo, dunque, anche se impotente, purchè sia!
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